IL CENTRO RECUPERO: cos'è e chi ospita

 

Cosa si può fare se si trova un piccolo rondone caduto dal nido ?

O se in un campo ci si imbatte in un falchetto colpito da una fucilata ?

Oppure se il cane ha morso un riccio in giardino ?

Semplice !

Si telefona allo 02.93549076: a rispondere è il Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS) WWF di Vanzago.

Il Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS), istituito e riconosciuto dalla Regione  Lombardia nel 1995 è una struttura preposta all’accoglienza, degenza, cura, riabilitazione e reinserimento in natura di esemplari di fauna selvatica   autoctona. È’ ospitato nella parte più  interna dell’oasi WWF di Vanzago.

Gli oltre 2000 esemplari di selvatici che il Centro ospita ogni anno (dato in costante aumento) provengono dalle province di Milano, Varese, Como e Monza Brianza: il recupero parte dai cittadini che ricoprono il ruolo di segnalatori e si attua attraverso una rete operativa “etica e responsabile” che vede coinvolte soprattutto le forze di polizia provinciale, forestale e dell’ordine, le guardie ecologiche provinciale (GEV), gli enti parco e le amministrazioni territoriali locali.

L’estrema sensibilità delle specie ricoverate, alla vicinanza e alla manipolazione da parte degli esseri  umani, è un pericoloso fattore di stress per creature già estremamente provate.

Gli animali selvatici, anche se in gravi difficoltà, non si danno per vinti fino all’ultimo istante, giungendo nelle mani dell’uomo solo quando ormai sono all’estremo delle loro forze.

I ricoveri più frequenti riguardano merli, rondoni, codirossi, cince, germani reali, allocchi, gufi, civette, gheppi, poiane e sparvieri tra gli uccelli e poi ricci, scoiattoli, conigli selvatici, caprioli e tassi.

L’inquinamento, la riduzione dell’habitat, l’impatto con veicoli o vetrate, le trappole, i bocconi avvelenati, il commercio di animali, diventano minacce tangibili per la fauna selvatica e ognuno di noi è chiamato, nel limite delle sue possibilità, ad intervenire.

 

La vita al Cras

Fra alimentazioni e terapie, fasi di pronto soccorso, riabilitazioni post-chirurgiche, la vita al Centro vede un’attività giornaliera piuttosto intensa, che diviene addirittura frenetica nei mesi della tarda  primavera ed estivi durante i quali la struttura  registra un boom di ingressi.

E’ infatti il periodo delle nuove nascite che vede centinaia di nidiacei prevalentemente passeriformi ma anche molti rapaci, finiti a terra durante i primi tentativi di involo o per il maltempo.

E’ importante sottolineare che non tutti sono bisognosi del nostro intervento, spesso gli animali vengono rinvenuti durante lo svezzamento, momento  in cui è normale trovare piccoli a terra: i genitori li alimentano fino a che non sono abili al volo.

In assenza di evidenti problemi è auspicabile lasciare i presunti orfani dove sono.

Le cause di ricovero più frequenti sono legate a traumatismi di vario tipo legati alla  progressiva antropizzazione del territorio, ma anche all’inurbamento di molte specie selvatiche e, purtroppo, ancora sono da registrare ricoveri di specie protette abbattute da  criminali fucilate.

Il CRAS svolge inoltre un’importante funzione  educativa sia attraverso il grande numero di dati raccolti riguardo le patologie ed i pericoli che minacciano la fauna selvatica nazionale (sui quali si sono elaborate ricerche, tesi e tenuti seminari) sia per il coinvolgimento della gente nel recupero stesso dell’animale.

Il CRAS è come un ponte di comunicazione fra la gente ed il mondo selvatico: dal contatto fra i soccorritori, gli animali e i volontari che li ricevono, nasce  l’interesse comune e la curiosità verso le  problematiche della conservazione.

L'ambulatorio veterinario

 Il Centro è dotato di un ambulatorio dove è giornalmente presente un medico veterinario affiancato da personale volontario adeguatamente preparato.

Al momento del ricovero del nuovo ospite (gratuito per il consegnatario) vengono compilate una scheda d'ingresso e una cartella clinica contenenti il maggior numero possibile di informazioni sul ritrovamento , diagnosi e  terapia prescritta.

Nella fase di primo soccorso il tipo di stabulazione viene opportunamente scelto, tra le molte disponibili, in base alle caratteristiche dell'animale e alle condizioni in cui versa al momento del ricovero.

La degenza dura mediamente da due a quattro settimane durante le quali il paziente viene sottoposto alle terapie mediche e chirurgiche  necessarie.

Per le terapie, ove possibile, viene utilizzata abitualmente la medicina omeopatica. Questa è di facile somministrazione considerata la necessità di minimizzare il contatto verso la fauna selvatica. L'omeopatia è di grande efficacia anche in relazione alle patologie di più frequente riscontro.

Quando lo stato fisico del  degente è giudicato idoneo, viene trasferito dalle stabulazioni strette a strutture e voliere più ampie dislocate nella tranquillità del bosco.

Qui si completa la riabilitazione psico-fisica  permettendo all'animale il raggiungimento delle condizioni ottimali che preannunciano il momento più atteso e gratificante del lavoro d'equipe: la liberazione del paziente ormai pienamente riabilitato alla vita selvatica.

Per motivi igienico-sanitari nonché normativi, il CRAS non è accessibile al pubblico.

I ricoveri degli animali selvatici che necessitano di cure sono gratuiti.

 Il CRAS è aperto tutti i giorni dell’anno nei seguenti orari:

 

1 novembre - 31 marzo: 10.00/17.00

1 aprile - 30 ottobre: 9.00/18.00