La razza autoctona bovina Varzese

 

50 erano complessivamente i capi nel 1983. Pochissimi rispetto alle migliaia di animali che fino a pochi decenni fa frequentavano i pascoli del nord Italia, sui versanti liguri, emiliani, piemontesi e lombardi che si affacciavano sulla piana del Po. Eppure è una vacca di razza, la Varzese-Ottonese-Tortonese. Un bovino di taglia piccola, rustico, dal parto semplice e dalla dieta frugale, ben adattato da secoli di convivenza con i pastori a criteri di allevamento brado o semibrado. Ed è questo che lo ha portato in rovina: il suo amore per i pascoli aperti. Perché certo non si tratta di un bovino per la produzione di massa, adatto alla stabulazione industriale, come lo desidera il mercato oggi. Così è andato in disgrazia e si è diretto verso l’estinzione, insieme ad un frammento di cultura contadina. Meno male che qualcuno se n’è accorto, ha scorto questa “reliquia” del passato, l’ha riconosciuta come Razza Bovina Autoctona e ne ha pianificato il riscatto, perché se anche non potrà più entrare nel mercato, almeno un buon numero di esemplari potranno conservare e trasmettere il loro patrimonio genetico ai posteri. Nel 2002 per volontà della direzione dell’oasi e col sostegno del Settore Agricoltura della Provincia di Milano giunsero le due prime vacchette varzesi a Vanzago. Vennero subito sistemate allo stato semibrado in un ampio pascolo all’interno dell’oasi, dove con la loro presenza avrebbero contribuito a migliorare la biodiversità della Riserva: a fianco della piccola mandria vivono ora numerosi insetti coprofagi i quali a loro volta sono d’attrazione per uccelli insettivori come picchi, upupe ed assioli.
L’esperimento ha avuto successo su tutta la linea, al punto che oggi sono sei gli esemplari presenti con alcuni vitellini nati proprio quest’anno. La fortuna ha voluto poi che i nuovi nati fossero tutte femmine con caratteristiche morfologiche eccellenti, ottime rappresentanti della specie, cosa che ha subito attratto l’interesse di appassionati ed allevatori. Alcune manze, nate a Vanzago, sono state acquistate da altrettanti allevatori e destinate a generare nuovi nuclei di moltiplicazione della razza sul territorio della provincia di Milano.